In Emilia Romagna sono previsti dei contributi a fondo perduto per il commercio, discoteche e ristoranti
Scritto da Giovanni Benaglia
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Con delibera di Giunta Regionale n. 718 del 18 maggio 2026, la Regione Emilia Romagna ha previsto un contributo a fondo perduto per le imprese del settore del commercio e dell’intrattenimento con l’obiettivo di permettere la ristrutturazione dei locali e il rilancio dell’attività di impresa.
Beneficiari del contributo.
I beneficiari del contributo sono coloro che esercitano le seguenti attività:
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commercio al dettaglio in sede fissa (sono esclusi, quindi, gli ambulanti) e che hanno i requisiti dell’esercizio di vicinato così come stabilito dall’art. 4, comma 1, lettera D del D.Lgs. n. 114/1998: ci si riferisce ai negozi che hanno una superficie di vendita non superiore a 150 mq. nei comuni con meno di 10.000 abitanti e a 250 mq. nei comuni con più di 10.000 abitanti;
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gestione di discoteche regolarmente autorizzate con esclusione di quelle temporanee;
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somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ad esclusione di quelle collegate ad attività di albergo o di struttura ricettiva in genere;
Gli ulteriori requisiti che devono avere i soggetti proponenti sono i seguenti:
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devono essere micro, piccole e medie imprese;
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l’unità locale nella quale si vuole realizzare l’intervento deve essere in Emilia Romagna;
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devono essere in possesso delle regolari autorizzazioni e/o titoli per l’esercizio delle attività per le quali si vuol far richiesta di contributo;
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non devono trovarsi in stato di liquidazione giudiziale, concordato preventivo, ad eccezione di quello in continuità;
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non devono essere destinatari di provvedimenti di decadenza, di sospensione o di divieto dell’attività;
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i legali rappresentanti o gli amministratori non devono aver subito una condanna, definitiva o irrevocabile, per reati che costituiscono motivo di esclusione da procedure di appalto o concessione di contributi pubblici;
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non devono essere destinatari di alcuna sanzione interdittiva prevista dal codice degli appalti o di qualsiasi altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.
Per i soggetti richiedenti iscritti al Registro imprese è obbligatoria la polizza catastrofale, della quale dovrà essere prodotta copia al momento dell’invio della domanda di contributo a fondo perduto.
Dimensione minima dell’intervento.
I progetti per i quali si richiede il contributo a fondo perduto dovranno avere un costo minimo pari a:
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€ 30.000 IVA esclusa per gli esercizi pubblici di somministrazione alimenti e bevande e di discoteca;
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€ 20.000 IVA esclusa per le attività del commercio.
Importo del contributo a fondo perduto.
L’importo del contributo a fondo perduto riconosciuto è pari al 40% della spesa ammessa. Il contributo non potrà superare, in ogni caso, l’importo di euro 50.000. La misura del 40% può essere aumentata:
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del 5% nei seguenti casi:
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i progetti incrementano l’occupazione a tempo indeterminato;
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qualora il beneficiario abbia tra i suoi soci giovani o donne;
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gli interventi abbiano delle ricadute positive rispetto ai temi della disabilità, dell’innovazione sociale e della qualità della vita o dello sviluppo sostenibile;
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i richiedenti abbiano un fatturato superiore ai due milioni di euro e siano in possesso del rating di legalità;
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gli interventi siano diretti al riuso dei materiali e alla riduzione della produzione dei rifiuti.
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Di ulteriori 5 punti percentuali nel caso in cui gli interventi siano focalizzate o nelle aree montane o nelle aree interne, così come definite dalla Regione Emilia Romagna e come indicate in calce al bando pubblicato
Interventi ammissibili.
Gli interventi ammissibili sono differenziati a seconda si richieda il contributo sulla base di “Progetti a costi reali” o a “Progetti con applicazione di Opzioni di Costo Semplificato (OCS)”.
Nel caso di Progetti a costi reali, le spese ammissibili sono quelle relative:
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all’allestimento, alla riqualificazione, alla ristrutturazione delle unità locali destinatarie del contributo a condizione che queste non superino il 25% del volume complessivo dell’immobile destinatario dell’intervento;
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all’innovazione gestionale, al miglioramento e ampliamento dei sistemi di vendita e dei servizi già offerti o che si intendono offrire al mercato.
La scelta del Progetto a costi reali è obbligatoria nel caso di interventi superiori ai 100.000,00 o facoltativa per gli interventi al di sotto di tale soglia. Prevede la puntuale rendicontazione delle spese effettuate.
Nel caso di Progetti con l’applicazione del costo semplificato, le spese ammissibili sono quelle relative alla riqualificazione dell’unità locale, purchè l’intervento non riguardi più del 25% del volume complessivo dell’immobile destinatario dell’intervento. Questa tipologia di richiesta, che può essere fatta per interventi inferiori ai 100.000 euro, prevede che l’importo delle spese oggetto del contributo sia calcolato non sulla base delle fatture effettivamente pagate dal beneficiario ma sulla base di un costo standard determinato dalla Regione.
Presentazione delle domande.
Le domande dovranno essere presentate on-line a partire dalle ore 10.00 del giorno 23 giugno 2026 alle ore 13.00 del giorno 21 luglio 2026. La Regione procederà alla chiusura dello sportello di richiesta nel momento in cui saranno raggiunte un numero massimo di 350 domande presentate.

